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Adeguato assetto organizzativo, amministrativo e contabile: lo stato dell’arte In evidenza

Adeguato assetto organizzativo, amministrativo e contabile: lo stato dell’arte

Proroga adempimenti obbligatori, necessità gestionale e giurisprudenza

Il decreto PNRR 2 (DL 36 del 30 aprile 2022) rinvia (parzialmente) dal 16 maggio al 15 luglio 2022 l’entrata in vigore del nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D.Lgs. n. 14/2019).

È questo, infatti, il termine ultimo per il recepimento della Direttiva UE n. 2019/1023/UE Insolvency, che il Governo si appresta ad adottare al fine di allinearsi con la normativa europea sul tema.

Al momento si conferma che rimangono in vigore le norme del Codice Civile riguardanti l’obbligo per l'imprenditore individuale di adottare misure idonee a rilevare tempestivamente lo stato di crisi e per l'imprenditore che operi in forma societaria o collettiva di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell'impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell'impresa e della perdita della continuità aziendale.

Trattasi di caso più unico che raro di obbligo normativo che risponde ad una effettiva necessità gestionale! Nessun imprenditore, infatti, ha mai amministrato la propria azienda con l’intento di “perdere”: certamente tutti abbiamo sempre cercato di ottenere i migliori risultati attraverso una gestione oculata della nostra attività, pertanto, l’obbligo in questione dovrebbe essere accolto come un tassello indispensabile, almeno parzialmente già in essere nell’ambito della normale conduzione d’impresa.

Possibili modifiche normative

Il 17 marzo scorso è stata approvata una bozza di modifica normativa che introdurrà finalmente la definizione di “assetti organizzativi, amministrativi e contabili” delle imprese e saranno stabiliti quelli che potrebbero essere gli indicatori di allarme da monitorare, da parte delle aziende sane, al fine di prevenire la crisi d’impresa.

Si legge tra l’altro nella bozza del nuovo terzo comma dell’art. 3 D.Lgs. n. 14/2019 che, ai fini della rilevazione tempestiva della crisi d’impresa, gli assetti dovranno consentire di:

a) rilevare eventuali squilibri di carattere patrimoniale o economico-finanziario, rapportati alle specifiche caratteristiche dell’impresa e dell’attività imprenditoriale svolta dal debitore;

b) verificare la non sostenibilità dei debiti e l’assenza di prospettive di continuità aziendale per i dodici mesi successivi e i segnali di allarme di cui al comma 4;

c) ricavare le informazioni necessarie a seguire la lista di controllo particolareggiata e a effettuare il test pratico per la verifica della ragionevole perseguibilità del risanamento.

Ed inoltre, al nuovo comma 4, costituiscono segnali di allarme per gli effetti di cui al comma 3:

a) l'esistenza di debiti per retribuzioni scaduti da almeno trenta giorni pari a oltre la metà dell'ammontare complessivo mensile delle retribuzioni;

b) l'esistenza di debiti verso fornitori scaduti da almeno novanta giorni di ammontare superiore a quello dei debiti non scaduti;

c) l’esistenza di esposizioni nei confronti delle banche e degli altri intermediari finanziari che siano scadute da più di sessanta giorni o che abbiano superato da almeno sessanta giorni il limite degli affidamenti ottenuti in qualunque forma purché rappresentino complessivamente almeno il cinque per cento del totale delle esposizioni;

d) l’esistenza di una o più esposizioni debitorie scadute verso l’Erario e gli enti previdenziali.

La definizione di adeguato assetto da parte della giurisprudenza

Ancor prima, con il Decreto 19.1.2022 del Tribunale di Cagliari, anche la giurisprudenza, adottando la prassi aziendale più moderna, ha stabilito cosa si intenda per assetto organizzativo, amministrativo e contabile.

Per quanto concerne l’assetto organizzativo, amministrativo e contabile, il Tribunale di Cagliari ritiene, di fatto, necessarie le seguenti misure:

  • organigramma, aggiornato e corretto nei suoi elementi essenziali, anche in ottica “controllo di gestione” (es. le aree di monitoraggio previste dalla Balanced Scorecard)
  • mansionario (dettagliato, non generico e limitato al contratto di lavoro applicato);
  • adeguata progettazione della struttura organizzativa, al fine di evitare la polarizzazione in capo a una o poche risorse umane di informazioni vitali per l’ordinaria gestione;
  • sistema di gestione e monitoraggio dei principali rischi aziendali (anche ad es. con la BSC);
  • redazione di un budget di tesoreria (pianificazione dell’andamento di cassa e banche);
  • redazione di una situazione finanziaria frequentemente aggiornata;
  • redazione di strumenti di natura previsionale (la Balanced Scorecard è l’unico ed il migliore strumento al mondo di pianificazione strategica, se utilizzato nella pienezza delle sue potenzialità);
  • strumenti di reporting (es. controllo di gestione “tradizionale”);
  • relazioni dell’organo amministrativo circa l’andamento gestionale e la sua prevedibile evoluzione;
  • redazione di un piano industriale (in ottica miglioramento continuo e sviluppo);
  • contabilità generale aggiornata al fine di rispettare i termini per la formazione del progetto di bilancio e per garantire l’informativa a soci, sindaci e revisori;
  • efficace sistema di gestione dei crediti commerciali: procedure o tecniche finalizzate a minimizzare l'emersione di perdite su crediti o pagamenti tardivi;
  • rapporto periodico sullo stato complessivo dei crediti, sul comportamento della clientela in relazione ai pagamenti e su ogni altra informazione utile per formulare le scelte più corrette in funzione della salvaguardia della continuità (controllo della customer satisfaction e analisi di mercato, dati previsti dal monitoraggio mediante BSC);
  • adeguata analisi di bilancio, necessaria per verificare la situazione economico, finanziaria e patrimoniale della società e non solo unicamente finalizzata alla redazione annuale della relazione sulla gestione;
  • strumento per rilevare tempestivamente situazioni di squilibrio finanziario (es. il rendiconto finanziario).

Soluzione

L’unico strumento completo di pianificazione e monitoraggio della continuità aziendale, riconosciuto in tutto il mondo, è la Balanced Scorecard ideata da R. S. Kaplan e D. P. Norton che, mappando l’azienda alla ricerca dei fattori critici e delle cause di possibili difficoltà che, in futuro, le imprese oggi sane potrebbero dover affrontare, è il solo strumento idoneo ad adempiere compiutamente agli obblighi normativi ed a aiutare l’impresa nel programmare il proprio futuro.

L’organigramma ed il mansionario, indicati esplicitamente dal Tribunale di Cagliari, sono base fondamentale per attribuire deleghe e responsabilità, anche in merito alle aree che la Balanced Scorecard suggerisce di monitorare (economico-finanziaria, clienti e mercato, processi e marginalità, apprendimento e innovazione), al fine di raggiungere gli obiettivi aziendali ed avere un assetto organizzativo corretto.

Alla BSC si affiancano poi tutti quegli strumenti di analisi particolareggiata (anch’essi citati sommariamente dal Tribunale di Cagliari) della clientela, del mercato, dei costi e dei prezzi, dei processi amministrativi, produttivi e di fornitura, della capacità di innovazione dell’impresa, dell’allineamento del team alle strategie aziendali di volta in volta necessari a colmare le lacune che la Balanced Scorecard dovesse far emergere.

Tutti questi strumenti di analisi dettagliata, senza l’adeguato coordinamento fornito dalla Balanced Scorecard, finirebbero per dare all’amministratore delle informazioni parziali e pericolosamente fuorvianti (una scelta strategica ottimale per correggere una mancanza in azienda potrebbe facilmente influenzare in negativo un altro fattore invece cruciale … per il principio della coperta corta), quindi è necessario mappare l’azienda (con la BSC) ed ottenere informazioni coordinate per poter elaborare più facilmente degli scenari what-if accuratamente ponderati.

Il nostro Studio ha da tempo adottato il sistema BSC per sé e lo propone ai propri clienti, che consente, senza essere troppo invasivo, di monitorare l’andamento aziendale delle PMI con pochi efficaci KPI standard (comunque personalizzabili) al fine di migliorare la gestione dell’impresa (necessità) e di rispondere ai dettami normativi (obbligo).

Rimaniamo a disposizione per assistervi!

 


Se vuoi ricevere ulteriori informazioni o sei interessato ai nostri servizi, contattaci

 

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Scritto da: Simone Moro


Sono iscritto al Registro dei Revisori Contabili. Mi occupo principalmente di consulenza e pianificazione strategica in materia fiscale, aziendale e societaria, controllo di gestione, certificazione domande di contributi pubblici e di gestione del team.

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Ultima modifica il Sabato, 14 Maggio 2022 11:57