Adeguato assetto organizzativo, amministrativo e contabile: le modifiche dal 15 luglio 2022 - I segnali di allarme In evidenza

Adempimenti utili e necessari per le aziende sane

Il decreto PNRR 2 (DL 36 del 30 aprile 2022) ha rinviato al 15 luglio 2022 l’entrata in vigore completa, e con importanti modifiche, del nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D.Lgs. n. 14/2019) novellato dal Decreto Legislativo 17 giugno 2022, n. 83, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il primo luglio scorso.

Le modifiche normative pronte per l’entrata in vigore

Innanzitutto l’art. 3 prima rubricato come “Doveri del debitore” ora invece è rubricato “Adeguatezza delle misure e degli assetti in funzione della rilevazione tempestiva della crisi d'impresa”.

Viene introdotto il terzo comma all’art. 3, che descrive le caratteristiche delle misure da adottare e degli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili, che dovranno consentire di:

  • rilevare eventuali squilibri di carattere patrimoniale o economico-finanziario, rapportati alle specifiche caratteristiche dell’impresa e dell'attività imprenditoriale svolta dal debitore;
  • verificare la sostenibilità dei debiti e le prospettive di continuità aziendale almeno per i 12 mesi successivi e rilevare i segnali di allarme;
  • ricavare le informazioni necessarie a utilizzare la lista di controllo particolareggiata (check list) e a effettuare il test pratico per la verifica della ragionevole perseguibilità del risanamento.

Attenzione: il bilancio non è uno strumento adatto, o comunque non può essere strumento sufficiente a rilevare quanto richiesto.

Si ricorda infatti che se gli squilibri, i segnali di allarme e più in generale la mancanza di prospettive di continuità aziendale dovessero emergere già in bilancio, evidentemente saremmo di fronte ad un’azienda già in profonda crisi e tenuta a prendere provvedimenti drastici, mentre lo spirito della norma è quello di invitare le aziende sane alla prevenzione delle situazioni di crisi, individuandone i segnali deboli in tempo utile alla correzione di rotta.

L’art. 3 al nuovo comma 4 inoltre stabilisce l’elenco dei segnali di allarme:

  • l’esistenza di debiti per retribuzioni scaduti da almeno 30 giorni pari a oltre il 50% dell’ammontare complessivo mensile delle retribuzioni;
  • l’esistenza di debiti verso fornitori scaduti da almeno 90 giorni di ammontare superiore a quello dei debiti non scaduti;
  • l’esistenza di esposizioni nei confronti degli intermediari finanziari che siano scadute da più di 60 giorni o che abbiano superato da almeno 60 giorni il limite degli affidamenti ottenuti, purché rappresentino complessivamente il 5% del totale delle esposizioni;
  • l’esistenza di una o più esposizioni debitorie verso creditori pubblici qualificati: ritardi per versamenti di contributi previdenziali, debiti per premi assicurativi, debiti IVA, debiti per cartelle affidate per la riscossione ad “Equitalia”.

Inoltre, il Titolo II del Codice, dall’art. 12 all’art. 25, è stato eliminato: questo comporta la cancellazione delle disposizioni riguardanti l’OCRI e gli indici di compliance elaborati dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili che non entreranno mai in vigore.

Al posto di questi articoli viene introdotta definitivamente nell’ordinamento la procedura di composizione negoziata della crisi d’impresa (D.l. 118/2021).

Esposizioni debitorie verso creditori pubblici qualificati

Oltre ai segnali di allarme riguardanti i debiti verso dipendenti, fornitori e sistema bancario, un’attenzione particolare deve essere prestata alla situazione debitoria verso l’erario e gli enti previdenziali, ed in particolare:

  • ritardo di oltre 90 giorni del pagamento di contributi INPS, per ammontare superiore al 30% di quelli dovuti nell'anno precedente e all'importo di Euro 15.000 in presenza di lavoratori dipendenti, per ammontare superiore a 5.000 Euro per le aziende senza dipendenti;
  • l'esistenza di un debito verso l’INAIL per premi assicurativi scaduto da oltre novanta giorni superiore all'importo di 5.000 Euro;
  • Agenzia delle Entrate: debito risultante dalla comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA non versato per importi superiori a 5.000 Euro;
  • debiti scaduti da oltre 90 giorni verso l’Agenzia delle Riscossioni (ex Equitalia, cartelle esattoriali) per 100.000 Euro (imprese individuali), per 200.000 Euro (società di persone: snc, sas) o per 500.000 Euro (società di capitali: srl, spa).

Appare utile in questa sede ricordare anche che la vigente normativa prevede una sanzione penale al raggiungimento dei seguenti limiti:

  • l’omesso versamento di ritenute dovute o certificate, entro la scadenza per la presentazione della dichiarazione annuale del sostituto d’imposta (Modello 770), per Euro 150.000 - per periodo di imposta - è punibile con la reclusione da 6 mesi a 2 anni;
  • l’omesso versamento di IVA, entro il termine per il versamento dell’acconto relativo al periodo d’imposta successivo, per Euro 250.000 - per periodo di imposta - è punibile con la reclusione da 6 mesi a 2 anni;
  • l’omesso versamento delle ritenute previdenziali trattenute al dipendente, per Euro 10.000, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a 1.032 Euro.

Sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte:

  • l’omesso versamento di imposte e IVA per Euro 50.000 è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni qualora il contribuente ponga in atto comportamenti illeciti al fine di evitare il pagamento. Domanda: è un comportamento illecito il non dotare la propria azienda di un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato? Certamente! Essendo un obbligo di legge, Codice Civile artt. 2086 comma 2 e 2476 comma 6, e soprattutto se dal mancato adempimento dovesse venir meno l’integrità del patrimonio sociale.

Esposizioni debitorie verso le banche

Si ricorda in merito che la nuova definizione di default secondo le regole europee in materia di classificazione dei debitori inadempienti (“default” = in stato di inadempienza di un’obbligazione verso la banca) prevedono che, ai fini della classificazione del debitore, le banche definiscano automaticamente come inadempiente il cliente che presenta un arretrato da oltre 90 giorni, il cui importo risulti, contemporaneamente (devono verificarsi entrambe le condizioni):

  • PRIVATI, LIBERI PROFESSIONISTI e PMI: superiore ai 100,00 Euro e superiore all’1% del totale delle esposizioni verso la banca (o l’intero gruppo bancario in caso di più affidamenti in banche diverse appartenenti ad un unico gruppo);

PMI = fatturato inferiore a 5 milioni di Euro ed esposizione bancaria inferiore a 1 milione di Euro

  • ALTRE IMPRESE: superiore ai 500,00 Euro e superiore all’1% del totale delle esposizioni verso la banca (o l’intero gruppo bancario in caso di più affidamenti in banche diverse appartenenti ad un unico gruppo).

Soluzioni

Il nostro Studio ha da tempo adottato un modello di management basato sui principi della Balanced Scorecard e lo propone ai propri clienti, il quale consente, senza essere troppo invasivo, di monitorare l’andamento aziendale delle PMI con pochi efficaci KPI standard (anche personalizzabili) al fine di migliorare la gestione dell’impresa e di rispondere ai novellati obblighi normativi.

Si ricorda che la giurisprudenza, infatti, adottando la prassi aziendale più moderna, aveva già stabilito più praticamente cosa si intenda per assetto organizzativo, amministrativo e contabile. In sintesi:

  • organigramma aggiornato, anche in ottica “controllo di gestione” (es. le aree di monitoraggio previste dalla Balanced Scorecard)
  • mansionario dettagliato (non generico e limitato al contratto di lavoro applicato);
  • redazione di un budget di tesoreria (pianificazione dell’andamento di cassa e banche);
  • redazione di strumenti di natura previsionale (la Balanced Scorecard è l’unico ed il migliore strumento al mondo di pianificazione strategica, se utilizzato nella pienezza delle sue potenzialità);
  • strumenti di reporting (es. controllo di gestione “tradizionale” ove necessario);
  • contabilità generale tempestivamente aggiornata per garantire l’informativa a soci, sindaci e revisori;
  • rapporto periodico sullo stato complessivo dei crediti, sul comportamento della clientela in relazione ai pagamenti e su ogni altra informazione utile per formulare le scelte più corrette in funzione della salvaguardia della continuità (controllo della customer satisfaction e analisi di mercato, dati previsti dal monitoraggio mediante BSC);
  • adeguata analisi di bilancio, necessaria per verificare costantemente la situazione economico, finanziaria e patrimoniale della società e non solo quale adempimento annuale;
  • strumento per rilevare tempestivamente situazioni di squilibrio finanziario (es. il rendiconto finanziario).

Rimaniamo a disposizione per costruire o integrare il tuo assetto organizzativo come sopra prospettato.

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Scritto da: Simone Moro


Sono iscritto al Registro dei Revisori Contabili. Mi occupo principalmente di consulenza e pianificazione strategica in materia fiscale, aziendale e societaria, controllo di gestione, certificazione domande di contributi pubblici e di gestione del team.

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Ultima modifica il Giovedì, 07 Luglio 2022 16:10
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